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Inizia a lavorare fin da giovanissimo in teatro, prima come marionettista per poi approdare alla progettazione scenografica e illuminotecnica teatrale.
Successivamente si laurea in progettazione architettonica custom-writing al Politecnico di Milano.
Trova nell’architettura temporanea, la sua prediletta area di azione; tale particolare ambito progettuale risulta essere a lui particolarmente congeniale avendo l’occasione per mescolare e ridefinire la magia e le competenze apprese in campo teatrale abbinandole con l’approccio progettuale legato a spazio e utilizzo dei materiali più pragmatico e vincolante ai fini della realizzazione di ciascun lavoro.
Progettista che usa l’ironia, la poesia, la leggerezza per segnare e ridisegnare lo spazio espositivo sia esso di carattere fortemente installativo o di particolari allestimenti espositivi.
Siano essi per aziende, manifestazioni di settore e mostre museali.
Lavora con il suono, la luce, lo spazio, le opere per mettere in scena e dare corpo a concetti e pensieri altrimenti intraducibili, con l’intenzione di portare il visitatore a “perdersi”, immergendolo in esperienze tridimensionali e fortemente coinvolgenti.

At a very young age he begins working in theatre, first as a puppetteer, then moving on to scenography design and theatrical lighting.
He later graduates in architectural design at the Politecnico di Milano. He finds his preferred field of application in temporary architecture; this area of design reveals itself do my homework to be particularly congenial to him: a chance to combine and redefine the magic and skills acquired in theatre, incorporated by a projectual approach in relation to space and a more pragmatic and controlled use of materials in view of the completion of each work.
As a designer he employs irony, poetry, subtlety to characterize and redesign exhibition spaces, whether they be strongly installational in character or adapted to specific setups; whether they be for companies, special events, museum exhibits.
Working with sound, light, space, and artwork he showcases and substantializes concepts and thoughts that would otherwise be untranslatable, in essaytyper an attempt to bring the visitor to “lose” himself, by immersing him into three-dimensional and strongly engaging experiences.