Africa

La terra degli spiriti

LUOGO/LOCATION
Mudec, Milano 2015

COMMITTENTE/CLIENT
Il Sole 24 Ore Cultura

CURATO DA/CURATED BY
Claudia Zevi, Ezio Bassani, Lorenz Homberger, Gigi Pezzoli

 

L’esposizione si articolava in più sezioni che sviluppavano ognuna un tema specifico: la qualità formale espressa da cinquanta fra i maggiori e più monumentali capolavori dell’Arte africana, gli oggetti collezionati anticamente nelle Wunderkammer delle corti europee e gli oggetti d’arte realizzati in Africa. Le maschere, le figure rituali e magiche, i feticci, gli oggetti di potere e una selezione di oggetti d’uso proposti come testimonianze originali di design, davano ai visitatori una visione del tutto nuova e imprevista dell’universo culturale e poetico del continente africano. In un continuo alternarsi tra astrazioni e luoghi suggeriti si snodava un particolare percorso espositivo: tra alberi e suoni di cicale, tra cumuli-montagne ed evanescenti estrusioni da parete riposavano i meravigliosi pezzi provenienti da tutto il mondo: sculture, armi, troni, maschere strumenti, puleggie e feticci popolavano il museo tra folate di vento e battiti di cuore-tamburi.

The exhibit was articulated in various sections, each developing a specific theme: the formal quality expressed by fifty among the greatest monumental masterpieces of African Art, the artifacts once collected in the Wunderkammern across European courts, and the objets d’art made in Africa.
The masks, ritual and magical figures, fetishes, artifacts of power and a selection of mundane objects, proposed as original demonstrations of design, gave visitors an entirely new and unforeseen glimpse of the cultural and poetic universe of the African continent.
In a continuous shift between abstraction and hinted-at places, a peculiar expositional course unraveled: among trees and the sound of crickets, among mountain-heaps and evanescent extrusions on the walls, there rested the wondrous art-pieces from around the world: sculptures, weapons, thrones, instrument masks, pulleys and fetishes populated the museum accompanied by gusts od wind and the sound of heart-drums.